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Sainte-Beuve
- da "Da Itaca alla Luna" I racconti di viaggio son sempre incompleti e infedeli; lo verifichi proprio viaggiando, e a tua volta, se racconti, cadrai nel medesimo inconveniente; a distanza tutto si dimentica, si idealizza; si vedono solo i punti luminosi. Eppoi involontariamente si dissimula; entra in ballo l'amor proprio: delusioni, tribolazioni, inganni, non ne fai parola, non ne meni vanto, li negheresti finanche a te stesso con la mano sulla coscienza; il mal di mare è passato; ti sei scrollato le pulci di dosso; racconti, l'inno ha inizio. Fan tutti così... a tal punto che l'elogio accademico per ogni cosa mi pare il più connaturato nell'uomo. Accade ai luoghi come alle opere degli uomini: una volta conquistata la fama tutti ci passano e li ammirano; se fosse ancora da conquistare, altri che non hanno un nome potrebbero concorrere con essi. Una metà dei luoghi famosi va ridimensionata, solo una metà rimane divina. La tomba di Virgilio è una sciocchezza, ma il Posillipo è splendido.
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