< torna alla pagina Brani letterali sul Viaggio

Claudio Lamparelli - I viaggi
Tratto da "L'arte della serenità. Il potere terapeutico della saggezza", Mondadori, Milano 1977

L'importante è sapere in che stato d'animo arrivi, non dove arrivi.
Seneca


Il viaggio può essere un motivo di arricchimento e di conoscenza, oppure una semplice fuga; spesso entrambe le cose.
In realtà ciò che si cerca all'esterno è sempre un'esperienza interiore: si "utilizza" il viaggio per allontanarsi da un'esistenza divenuta troppo monotona e per provare qualche nuova emozione. Ma questa ricerca viene delusa quando ci portiamo dietro i nostri pregiudizi, le nostre illusioni, le nostre paure, insomma l'intero bagaglio della nostra mente.
« Perché ti stupisci che i tuoi viaggi non ti giovino?» scrive Seneca. «Vai in giro con te stesso: ti porti dietro il motivo che ti ha fatto fuggire». Dunque, la condizione prima per compiere un viaggio proficuo sarà quella di lasciare a casa il pesante fardello delle opinioni.

Anche la nostra esistenza è un viaggio per cui vale la stessa regola: è meglio compiere un breve giro intorno alla nostra casa con la mente fresca che un lungo periplo intorno al mondo con tutto il peso dei nostri pregiudizi.
« Più lontano si va», dichiara Tao te Ching «meno si conosce: perciò i saggi conoscono senza muoversi.»
Naturalmente qui si parla della conoscenza di sé e delle leggi fondamentali della vita. Ma non bisogna sottovalutare l'importanza dei viaggi.

Questo tipo di esperienza sarà tanto più fruttuoso quanto più riusciremo a liberarci delle idee ricevute, dei nostri valori, dei nostri abituali punti di riferimento, in breve di tutta la nostra mente. Solo così potremo entrare veramente a contatto con il nuovo, con il diverso.
« Tutti fuggono se stessi», scrive Seneca «ma non riescono a farlo, perché l'io tallona e insegue se stesso, come un amico insopportabile.»
Per compiere con profitto qualunque viaggio, e in particolare il viaggio della nostra vita, il requisito indispensabile è la capacità di "mettere fra parentesi" la nostra abituale attività mentale. Che, se da una parte è utilissima per farci orientare nel mondo, dall'altra può diventare una specie di armatura o di camicia di forza, costruita più per conservare che per apprendere.

L'arte di viaggiare consiste proprio nella capacità di abbandonare temporaneamente l'io abituale. A questo scopo, non c'è bisogno di compiere lunghi viaggi in terre lontane. Il cambiamento, l'apertura, deve avvenire a livello mentale.
Afferma Orazio: «Chi corre di continuo da un luogo all'altro cambia cielo, ma non stato d'animo».