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Rilke - Lo straniero
Poesia gentilmente inviataci dal nostro amico Luca Belfiore

Senza curare ciò che i suoi pensavano,
stanco invitandoli a non più domandare,
partì ancora una volta; lasciò, perse-

più che notti d'amore quelle notti di viaggio.
Quante ne aveva già vegliate, splendide,
che da forti stelle ricoperte
dischiudevano anguste lontananze,
e si mutavano come una battaglia;

altre, che protendendo come prede
villaggi sparsi nella luna si davano;
o dietro intatti parchi rivelavano
manieri grigi dove per un attimo,
volgendo un poco il capo, con la mente
gli piaceva abitare, ben sapendo
che nessun luogo è fatto per restarvi;
e già vedeva alla prossima svolta
nuove vie stendersi, nuovi paesi, ponti
e città che dilagano.

E tutto sempre senza desiderio
lasciarselo alle spalle era assai più
per lui che fama, beni, piaceri della vita.
Eppure in piazze ignote, sullo zoccolo
di una fontana logoro dal passaggio, una conca
qualche volta sembrava appartenergli.