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Risoluzione del
Parlamento Europeo su un approccio di
cooperazione per il futuro turismo europeo
14 maggio 2002
> Una strategia europea per il turismo
> Per un turismo sostenibile
> Una risorsa per l'occupazione
> Una risposta positiva a una congiuntura difficile
Il Parlamento europeo,
- vista la comunicazione (COM(2001) 665 – C5-0077/2002),
- vista
la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo,
al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni "Seguiti
del Consiglio europeo del 21 settembre: situazione del settore
turistico europeo" (COM(2001)668),
- visto l'articolo 3, primo
comma, lettera u), del trattato CE,
- viste le conclusioni della Presidenza
del Consiglio sul "Turismo
per tutti", documento 11894/01,
- vista la sua risoluzione
del 18 febbraio 2000 sulla comunicazione della Commissione "Potenziale
del turismo per l'occupazione - seguito delle conclusioni e raccomandazioni
del Gruppo ad alto
livello sul turismo
e sull'occupazione" ,
- visto l'articolo 47, paragrafo 1, del
suo regolamento,
- visti la relazione della commissione per la politica
regionale, i trasporti e il turismo i pareri della commissione giuridica
e per il mercato
interno, della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca
e l'energia, della commissione per gli affari sociali e l'occupazione
e
della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica
e la politica dei consumatori (A5-0152/2002),
- considerando
l'importanza capitale del settore del turismo
nell'Unione europea, che rappresenta il 5% circa del PIL
(percentuale che,
se si considera l’attività generata in altri
settori come i trasporti e la distribuzione, raggiunge
il 12% del PIL)
e dell'occupazione
e che
registra un forte sviluppo, destinato a proseguire,
- considerando
che l'Europa resta tuttora la destinazione più importante
del turismo mondiale, ma che la sua posizione relativa è in
calo negli ultimi anni, nonché il numero crescente
di europei che scelgono come destinazione turistica paesi
al di fuori dell’Unione
europea,
- considerando il carattere positivo della possibilità crescente
per i consumatori di accedere ai prodotti turistici,
- considerando
che il turismo è un settore economico in continua
espansione a livello europeo e mondiale, sotto il profilo
sia della produzione che dell'occupazione, e che, per numerose
città,
regioni e comuni dell'Unione, esso rappresenta una risorsa
economica
e culturale
di
grande rilevanza,
- considerando l'impatto positivo che,
dopo la libera circolazione dei cittadini, ha avuto nella vita quotidiana
dei cittadini
comunitari l'euro,
nonché la necessità di concretizzare altri
elementi fondamentali di una dimensione veramente comune
della vita
in Europa,
- considerando che il settore del turismo offre
oggi ed offrirà in
futuro possibilità di occupazione importanti e
varie, sia agli uomini che alle donne e che la politica
dell’occupazione nel settore
turistico deve essere volta a sostenere strategie di
miglioramento della qualità del lavoro e a ridurne
la precarietà,
- considerando che, in una prospettiva
europea, è necessario
unire gli sforzi e coordinare azioni che rafforzino le
iniziative sviluppate da ciascuno dei quindici Stati
membri,
- considerando che numerose misure dell'Unione europea
hanno un impatto diretto o indiretto sul settore turistico
e che è necessario
tenere conto delle considerazioni turistiche nei processi
decisionali comunitari,
- considerando che, nella revisione
della politica di coesione economica e sociale, è necessario
valorizzare maggiormente il ruolo del turismo in quanto
attività economica
in grado non solo di svolgere una funzione di riequilibrio
socioeconomico territoriale, ma anche di
agire come fattore di sviluppo attraverso l’effetto
moltiplicatore delle attività produttive agricole
e delle attività artigianali
e industriali,
- considerando che per talune regioni dell’Unione
in ritardo di sviluppo, in particolare le regioni ultraperiferiche,
il turismo
rappresenta
la principale industria in termini di entrate e contribuisce,
in larga misura, agli sforzi di convergenza delle loro
economie verso
il tasso
medio di sviluppo comunitario,
- considerando, di conseguenza,
che il turismo sviluppato in modo consapevole nel lungo termine,
deve rappresentare
per l’economia locale una
fonte di reddito e di occupazione durevole e contribuire
alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico, culturale,
storico e ambientale delle regioni
dell’Unione,
- considerando le carenze per quanto
concerne l’armonizzazione
delle legislazioni degli Stati membri in materia di
applicazione di un tasso IVA ridotto ai servizi a forte intensità di
manodopera, in particolare nel settore della ristorazione,
- considerando
che le differenze geografiche, storico-culturali ed ambientali sono
da considerarsi una ricchezza e
costituiscono un importante
elemento
di attrazione turistica proprio delle regioni della
Comunità;
considerando inoltre che l'Unione europea deve assumersi
l'impegno di sostenere tutte le azioni che mirano a
promuovere e a valorizzare queste
specificità,
- considerando che il turismo di massa
in zone sensibili come, ad esempio, le regioni costiere
e di montagna,
può rappresentare
una minaccia per l'ambiente locale e le risorse culturali,
se l'afflusso dei turisti
e lo sviluppo urbano non sono gestiti in modo adeguato,
- considerando
che il turismo è percepito sempre di più nella
nostra società come un diritto sociale, il che
da un lato comporta il riconoscimento delle esigenze
di talune categorie sociali come i portatori
di handicap o i meno favoriti e, dall'altro, prefigura
un grande potenziale supplementare da sviluppare verso
settori come i pensionati, i giovani
e le attività attualmente marginali, ma promettenti,
come il turismo rurale, ambientale, termale, i campi
di lavoro di interesse sociale per
i giovani, ecc., che possono contribuire a porre rimedio
al carattere stagionale dell’attività turistica
e favorire la conoscenza reciproca delle nostre popolazioni,
- considerando
l’importanza del turismo come vettore di pace
e il suo ruolo fondamentale nello sviluppo economico di alcune regioni
periferiche dell’Unione europea,
- considerando
che la comunicazione tra i singoli attori, in particolare
le PMI, è molto limitata
a livello regionale, nazionale e, soprattutto, internazionale
e che in questo modo è resa difficile
una azione unitaria o accade persino che gli attori
si ostacolino a vicenda,
- considerando la difficoltà dell'attuale
congiuntura, soprattutto dopo l'11 settembre 2001,
marcata per la prima volta
dalla convergenza di differenti aspetti negativi in atto contemporaneamente:
la crisi delle
principali economie mondiali, UE, Stati Uniti e Giappone,
la crisi del trasporto aereo, la crisi di fiducia dei cittadini e
la crisi delle imprese
turistiche, confrontate nel contempo con le esitazioni
dei consumatori e con la forza di taluni grandissimi operatori, i
quali tentano di trarre
profitto dalle difficoltà del momento,
- considerando
che i dati recentemente annunciati dall'Organizzazione
mondiale del turismo (OMT), nella
sua relazione 2001,
esigono una reazione forte di rilancio al fine di ridare
fiducia
(i dati mostrano
un calo
preoccupante delle attività turistiche nel mondo
nel corso degli ultimi tre mesi dell'anno, -24% in
America e
Asia meridionale,
-30%
nel Medio Oriente, -6% in Europa e -11% a livello mondiale),
Una strategia europea per il turismo
- accoglie con favore i due documenti della Commissione,
del 13 novembre 2001, e li giudica un segnale
concreto della
volontà di
rilanciare, a livello europeo, un settore
di grande rilevanza per l'economia e
la vita sociale;
- accoglie favorevolmente l'inserimento
del turismo tra le politiche e le misure comunitarie
ed auspica che detto
inserimento
si effettui
in modo rapido;
- insiste sulla necessità di
un approccio integrato della Commissione
a tutte le misure
politiche che hanno
ripercussioni sul
turismo; chiede
pertanto, vista la natura trasversale delle
tematiche del turismo, che le direzioni generali
coinvolte
(trasporti,
politica regionale,
occupazione,
ambiente, politica sociale, protezione dei
consumatori, istruzione e cultura, ecc.)
si impegnino per
porre rimedio al carattere
frammentario della programmazione attuale
e per meglio orientare ed integrare
i programmi
comunitari volti a garantire lo sviluppo
sostenibile del settore e la coesione verticale
tra le regioni,
i governi
nazionali
e le istituzioni
comunitarie; ritiene a tal fine necessario
effettuare una valutazione dell'impatto aziendale
di tutte
le misure adottate
dalla UE
aventi effetti
di rilievo sul turismo, in modo che tutte
le azioni in tale direzione risultino vantaggiose
per il
turismo sostenibile
e responsabile;
- ritiene indispensabile che,
nel nuovo processo di discussione del programma
annuale
della Commissione
europea con il
Parlamento europeo,
sia presentata un'intera serie di misure
in corso e
da proporre che riguardino direttamente il
settore del turismo;
- invita la Commissione
e il Consiglio a garantire il ruolo essenziale del Parlamento
europeo nel metodo
aperto
di coordinamento;
- esprime il proprio fermo
sostegno all'istituzione di un Forum europeo del turismo, che a
livello europeo possa
profilarsi
come
interfaccia
per promuovere e migliorare la cooperazione
tra i professionisti del turismo e tutti
gli operatori
interessati, nello
spirito di un approccio
cooperativo per il futuro del turismo,
quale proposto dalla Commissione; auspica
inoltre
il rafforzamento
del ruolo
del Comitato consultivo
per il settore del turismo a livello
comunitario con la partecipazione delle
associazioni europee dei consumatori
e di protezione del patrimonio culturale
e ambientale;
- chiede che il Forum si riunisca
in pubblico almeno una volta all'anno e
che, in relazione
a settori
sensibili per il turismo,
i Commissari
responsabili delle decisioni riguardanti
direttamente o
indirettamente il turismo possano discutere
con i rappresentanti dell'industria
e le associazioni turistiche;
- chiede
che, nell’ambito del Forum
e parallelamente alla discussione
sui temi prioritari
per il settore,
siano creati, come
propone la Commissione,
forum di discussione in cui avvenga
lo scambio di informazioni (iniziative comunitarie a
favore del
turismo a partire
da altre aree, come Cultura
2000, Interreg, ecc.), buone prassi
ed esperienze pilota;
- sottolinea che la possibilità di accedere
agevolmente ad informazioni comparabili in tutta l'Unione europea è molto
facilitata, qualora esistano procedure di valutazione e marchi uniformi
ed invita la Commissione
a favorire la definizione di norme
di riferimento in tal senso, stimolando e catalizzando le iniziative
del settore senza tuttavia sostituirsi ad
esso; tale aspetto acquisisce un'importanza
del tutto particolare nella prospettiva del futuro ampliamento dell'Unione
ai paesi dell'Europa centrale
e orientale, con i quali è già ora
possibile procedere a una concertazione;
- ritiene
pertanto necessario migliorare ulteriormente
la qualità dell’informazione
diffusa e degli indicatori prodotti
mettendo in evidenza la credibilità dei
dati e la loro piena integrazione
nei conti nazionali al fine di fornire
una visione complessiva dell’industria
del turismo e delle attività che
la compongono;
- ritiene che il prossimo
ampliamento dell’Unione europea
apra nuove prospettive per il turismo
europeo non solo per l’aumento
del numero di turisti di questi paesi
che verranno a visitare l’Unione
europea, ma anche per l’importanza
che l’industria già riveste
e rivestirà in futuro nel
rispettivo sviluppo economico e sociale;
- esprime
il suo interesse a progredire nell’adozione
di misure in grado di rispondere
efficacemente
alle sfide a cui deve far fonte il
settore e preparare il terreno per
un’azione futura che possa
permettere all’Europa nel suo
insieme di restare la prima destinazione
turistica del mondo; chiede in questa
prospettiva che sia sostenuta la
creazione di un programma quadro
per il turismo a livello comunitario
e sia attivata un’apposita
linea di bilancio, in grado di sviluppare
coerentemente le diverse misure previste,
in particolare nei campi della formazione
e della promozione dell’innovazione;
- chiede
che nella discussione relativa all’armonizzazione
fiscale nell’Unione europea
ne sia analizzata l’applicazione
nel settore turistico;
- insiste affinché gli
organi governativi responsabili del
turismo, nonché quelli che coordinano il sistema bancario,
adottino tutte le misure per far sì che a partire dal 1° luglio
2002 sia applicato il regolamento (CE) n. 2560/2001 del Parlamento
europeo e del
Consiglio, del 19 dicembre 2001,
relativo ai pagamenti transfrontalieri in euro e che tutti i turisti
della zona euro abbiano la garanzia di
una trasparenza assoluta per quanto
riguarda i pagamenti fatti con carta bancaria ed esorta la Commissione
a continuare a fare uso di tutti gli
strumenti a sua disposizione e ad
adottare le misure necessarie per garantire che i costi delle operazioni
transfrontaliere vengano allineati quanto
più possibile ai costi delle
operazioni nazionali, rendendo così tangibile
e trasparente per i turisti il concetto
di zona euro quale spazio interno
dei pagamenti;
Per un turismo sostenibile
- chiede
che per il futuro, seguendo gli orientamenti
principali delle
politiche comunitarie
e
le conclusioni del Consiglio
europeo di Göteborg
del 15 e 16 giugno 2001,
si sviluppi un turismo sostenibile,
di qualità,
competitivo e aperto a tutti,
che non prescinda dal rispetto
delle capacità di
accoglienza dei siti naturali
e culturali; a tale riguardo,
sottolinea la necessità di
migliorare la consapevolezza
degli operatori
privati degli impatti sociali
e ambientali del
turismo grazie
allo scambio di
conoscenze e buone pratiche
mediante lo sviluppo di reti
di informazione;
- osserva che
il turismo può essere
fondamentale per la rigenerazione
di un'intera
comunità e invita
la Commissione e il Consiglio
a garantire che, nell'attuazione
di strategie di sviluppo
economico sostenibile,
sia preso in considerazione
il ruolo delle autorità locali
e regionali;
- è convinto che lo sviluppo del turismo debba essere assolutamente
accompagnato da politiche
orientate all’utilizzo,
alla promozione e alla valorizzazione
delle risorse ambientali,
artistiche, storiche
e culturali;
- ritiene necessaria
la promozione di programmi e
aiuti volti
a far sì che tutti
i settori e gli operatori
della catena turistica,
compresi gli enti locali
e regionali,
definiscano i propri programmi
di turismo sostenibile
tenendo presenti le potenzialità dei
siti, l’identificazione
delle risorse naturali,
gli spazi protetti, il
patrimonio
culturale e gli elementi
specifici nonché la
messa a punto di programmi
volti a rivalorizzare e
immettere sul mercato le
potenzialità delle
regioni meno conosciute;
- ricorda
la necessità di
sviluppare infrastrutture
di trasporto efficienti
e sostenibili
anche al fine di agevolare l'accesso alle regioni lontane, come le
località di
montagna e le isole;
- reputa
al riguardo che il "Libro bianco
- La politica europea dei
trasporti fino al 2010:
il momento delle scelte" (COM(2001)
370) non presti sufficiente
attenzione alle conseguenze
dell'aumento
del traffico legato
al turismo;
- invita la Commissione
a inventariare e valutare
le
misure necessarie
per garantire l'accessibilità dei
principali siti turistici;
- si
compiace dell'iniziativa
della Commissione di porre
in atto un'Agenda
21 per la promozione
dello sviluppo sostenibile
delle
attività turistiche
ed auspica il pieno coinvolgimento
di tutte le parti interessate;
chiede che sia promosso,
nell'ambito di queste attività,
il sistema di gestione
e audit ambientale (EMAS),
altresì aperto
dal 2001 alle amministrazioni
locali;
- si dichiara molto
favorevole alla promozione,
nell’ambito
dell’Agenda
21, di iniziative concrete
che favoriscano un’attività turistica
sostenibile quali la concessione
di etichette per i servizi
e gli operatori turistici
(tour operator, settore
alberghiero, agenzie, guide
turistiche,
comuni, ecc.), misure fiscali
destinate a finanziare
misure di correzione degli
impatti negativi del turismo,
pratiche di gestione integrata
delle
zone sensibili (zone costiere,
zone di montagna, ecc.)
e l’integrazione
della funzione turistica
in altre attività economiche;
- chiede
alla Commissione di esaminare
l’impatto
del turismo europeo sui
paesi sottosviluppati e
di incentivare
azioni e pratiche
turistiche che promuovano
la coesione economica e
sociale in
questi paesi di destinazione;
- ritiene
che, per elaborare indicatori
di turismo sostenibile,
sia necessario
integrare i criteri e
le raccomandazioni
della Carta europea
del turismo sostenibile
firmata da tutti gli Stati
membri;
- chiede l’elaborazione
di un terzo manuale che
funga da documento di orientamento
che definisca
e applichi il criterio di base del turismo sostenibile nonché la
gestione dei rischi nei
siti;
Una risorsa per l'occupazione
- evidenzia di nuovo
il ruolo e il contributo
del
turismo
nella prospettiva della sfida
lanciata
al Consiglio europeo
di Lisbona
del 23-24 marzo
2000 di trasformare l'Europa
in una regione della piena occupazione,
con
una struttura vitale e
competitiva, in particolare
per
le regioni in ritardo di
sviluppo tra cui, in particolare, le
regioni ultraperiferiche;
ricorda al riguardo che
le attività turistiche
sono caratterizzate da
una notevole utilizzazione
di manodopera, soprattutto
stagionale,
che deve essere sempre
più specializzata
e quindi chiede e favorisce
una formazione professionale
più avanzata tecnologicamente,
la conoscenza delle lingue
oltre a una grande mobilità della
manodopera;
- invita gli Stati
membri a favorire lo sviluppo
dell’imprenditoria
femminile e giovanile nel
settore del turismo e a
promuovere l'accesso delle
donne e dei
giovani alle
nuove tecnologie
e ai nuovi metodi
di organizzazione delle
imprese turistiche;
- si compiace
della proposta della Commissione
volta
a individuare nuovi
tipi di turismo
ed esorta la Commissione
ad analizzare
il ruolo che il turismo
sportivo può svolgere
sia a livello di creazione
di posti di lavoro che
di aumento del
numero di visitatori;
- propone
la promozione di nuove
forme di turismo
che
contribuiscano a migliorare
la stagionalità del
settore attraverso il ricorso
ai fondi comunitari, come
ad esempio l’agriturismo,
il turismo della salute,
soprattutto quello termale,
o il turismo sociale destinato
non solo ai lavoratori,
ma anche ai giovani e ai
pensionati che costituiscono
mercati in grande crescita
potenziale; sottolinea
la necessità di
lottare contro il turismo
sessuale e i suoi derivati
e chiede
che siano adottate sanzioni
contro i
professionisti che avallano
tali
pratiche
vendendo prodotti turistici
a
questo fine;
- chiede che
si ponga maggiormente l'accento
sulla qualità dei
posti di lavoro creati
nel settore del turismo,
concentrandosi
sulla
formazione, lo sviluppo
di strutture di carriera,
il riconoscimento
dei diplomi, la protezione
di quanti svolgono un lavoro
precario
e la
lotta
contro il lavoro sommerso;
- invita
gli Stati membri a garantire
un ruolo importante
al turismo
nei loro piani
nazionali
di azione in materia
di occupazione
in modo
da sfruttare tutte le possibilità che
lo sviluppo turistico potrebbe
offrire per creare posti
di lavoro sostenibili e
di alta qualità e
limitare le conseguenze
negative dell'attuale congiuntura
economica e politica;
- insiste
sulla necessità di
collegare le azioni proposte
a quelle del programma
pluriennale per le PMI,
in particolare
nei campi della formazione
e della promozione dell'innovazione,
elementi
essenziali
delle conclusioni del Consiglio
europeo di
Lisbona che la comunicazione
della Commissione non tratta
direttamente;
- si compiace
che la Commissione riconosca
che
la mancanza
di risorse umane idonee
per determinate professioni
e
qualifiche costituisce
una sfida per il settore
del turismo, esprime il
proprio rammarico per
la mancanza di proposte
chiare intese a far fronte
a tale
fenomeno; invita
la Commissione a realizzare
uno studio sulla necessità di
risorse umane per settore
e regione, tenendo in conto
le sfide attuali e future
e il quadro di una politica
generale del turismo a
livello nazionale
e regionale; invita gli
Stati membri ad avvalersi
di tutte le possibilità offerte
dal Fondo sociale europeo
per una formazione professionale
adeguata
e per l'apprendimento
di lingue straniere;
- evidenzia
altresì che le imprese
turistiche europee, rispetto
al panorama internazionale,
sono caratterizzate dalle piccole dimensioni (microimprese, imprese
familiari e PMI), condizione che, in assenza di
un’armonizzazione
giuridica e fiscale a livello
europeo,
le rende meno competitive;
- invita
la Commissione, in collaborazione
con il
Centro europeo per lo sviluppo
della formazione professionale
(CEDEFOP), a proporre
modelli
di qualità e di
controllo nel settore della
formazione del personale
secondo le necessità dei
mercati locali di lavoro
e dei progressi
tecnologici; invita
inoltre il CEDEFOP
a facilitare
i partenariati
e il dialogo tra gli istituti
di formazione e l'industria
turistica onde
istituire la sinergia necessaria
tra l'apprendimento e l'esperienza
professionale;
- invita la
Commissione ad elaborare
una comunicazione
sul riconoscimento
delle qualifiche
professionali
dei lavoratori nel settore
del turismo, a livello
europeo e nazionale;
- esprime
il proprio rammarico per il mancato
accordo tra
le parti sociali
relativamente
all'istituzione di una
direttiva per il miglioramento
delle condizioni lavorative
a livello di occupazione
temporanea, tuttavia
si compiace
della proposta
della
Commissione e
si riserva
la facoltà di
illustrare nel quadro del
suo parere le esigenze
specifiche dei lavoratori
del settore turistico;
Una risposta positiva
a una congiuntura difficile
- esprime
ferma fiducia sull'utilità di
un'azione di promozione,
a livello comunitario,
dell'Europa in quanto
destinazione turistica,
mediante il sostegno
alle PMI, in particolare
per quanto riguarda la
loro messa in rete, anche
sulla base di avvenimenti
a livello nazionale (ad
esempio i prossimi giochi
olimpici di Atene del
2004 o gli itinerari
europei storici o culturali),
che possono rivelarsi
più efficaci
di qualsiasi azione condotta
a livello nazionale,
livello al quale le azioni
possono piuttosto neutralizzarsi;
propone altresì di
aumentare la visibilità e
la promozione della destinazione
Europa tramite un adeguato
utilizzo del sistema
delle rappresentanze
dell’Unione
europea nel mondo;
- chiede
alla Commissione europea
di proporre un
programma promozionale
da
realizzare all’esterno
delle frontiere dell’Unione
europea cui partecipino
gli Stati membri ed eventualmente
i paesi candidati all’ampliamento
che si dimostrino interessati;
- chiede
alla Commissione europea
di utilizzare
le proprie campagne
di promozione
dell’euro all’esterno
dell’Unione europea
per illustrare i vantaggi
che i turisti otterranno
utilizzando la stessa
moneta in gran parte
dei paesi dell’Unione;
- considera
essenziale l'istituzione
di conti
satelliti del turismo
(CST), come suggerisce
la Commissione
nella sua comunicazione,
secondo le indicazioni
dell'OMT, dell'OCSE e
di Eurostat, per poter
conoscere
ed apprezzare al meglio
lo sviluppo delle attività turistiche
negli Stati membri della
Comunità; è convinto,
d’altronde,
che uno strumento di
tale importanza non possa
essere lasciato alla
buona volontà degli
amministratori nazionali
e debba essere oggetto
di un’iniziativa
quadro a livello comunitario;
- invita
la Commissione a garantire
che le autorità locali
e il settore privato
partecipino pienamente
all'introduzione
delle misure
e dei regimi per il buon
utilizzo degli strumenti
comunitari
finanziari e non finanziari
(misura
6);
- ritiene necessario
che, di fronte alla crisi
dei
trasporti aerei (le
compagnie aeree comunitarie
hanno
registrato
un calo delle attività pari
al 17,6% negli ultimi
111 giorni del 2001 rispetto
al 2000, con un decremento
del fatturato di 3,4
miliardi di euro), le
istituzioni dell’Unione
trovino una risposta
strategica;
- chiede che
i mezzi amministrativi
comunitari
(attualmente esiste
solo un'unità "Turismo")
abbiano un volume adeguato
ai compiti da svolgere
e che l'Europa si crei
un'opportunità per
realizzare le proprie
ambizioni; tale potenziamento
delle strutture, delle
risorse umane e dei mezzi
della Commissione consentirà alla
stessa di:
–
operare efficacemente e tempestivamente nell’ambito della consultazione
interservizi per far sì che le misure proposte dalle differenti
direzioni generali in relazione ad altre politiche della Comunità europea
prendano adeguatamente in considerazione la dimensione turistica e la
specificità delle imprese che caratterizzano il sistema turistico
(PMI), anche attraverso un’adeguata
analisi costi-benefici;
–
stabilire un efficiente raccordo con le autorità del turismo
e le rappresentanze professionali
significative del settore, sia a livello
europeo che nazionale;
- chiede
alla Commissione di avanzare, con la massima
sollecitudine,
proposte
che consentano
di inserire
la ristorazione ed eventualmente
altri servizi turistici
non ancora ammissibili
a tale
misura, nell’elenco
dei settori di attività suscettibili
di beneficiare, a titolo
permanente, dell’applicazione
di un tasso ridotto di
IVA, e ciò al
fine di sviluppare l’occupazione
in tali settori, di modernizzare
tali professioni e di
porre il turismo europeo
in una posizione più favorevole
nei confronti della concorrenza
internazionale;
- chiede
alla Convenzione che
si sta impegnando
sull'avvenire dell'Europa
di valutare accuratamente
l'esigenza, per
il settore turistico,
di
avere una solida base
giuridica che possa
imprimere forza alle
azioni comunitarie,
inserendo nel trattato
una vera e propria politica
comune
del
turismo la quale,
accentuando le differenze
essenziali
tra
i paesi e le
regioni, consentirebbe
di varare misure coordinate
per lo sviluppo
del turismo
europeo, nel rispetto
del principio di sussidiarietà e
anche al fine di promuovere
il turismo europeo nei
paesi terzi;
- incarica
il suo Presidente di
trasmettere la presente
risoluzione
alla Commissione,
al Consiglio,
al Comitato
economico e sociale,
al Comitato delle Regioni,
al CEDEFOP e ai governi
e parlamenti degli
Stati membri.
Parlamento Europeo
14/5/2002
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