Sabato 25 aprile, Angela Masi è intervenuta ad Altamura in occasione della festa per la Liberazione organizzata dalla rete 25 aprile sempre. Questo il suo discorso:
“Ringrazio l’Anpi Altamura e tutta la rete del 25 aprile sempre.
Sono qui oggi in rappresentanza dell’Associazione Il Vagabondo che crede che viaggiare sia un atto politico. Ogni scelta che facciamo, dove andiamo, come ci muoviamo, a chi diamo i nostri soldi racconta chi siamo e che mondo vogliamo. E oggi, il 25 aprile, questo discorso non potrebbe essere più vero.
Ottantuno anni fa, donne e uomini di questo paese hanno scelto. Hanno scelto la libertà contro l’oppressione, la dignità contro la resa. E tra loro c’erano donne che troppo spesso dimentichiamo di nominare: partigiane, staffette, organizzatrici, combattenti. Donne che avevano imparato a creare una rete di resistenza, una rete tra donne cosa non sempre scontata ai giorni d’oggi.
E poi, subito dopo la guerra, quelle stesse donne o meglio alcune di loro si sedettero all’Assemblea Costituente. 21 donne su 556 costituenti. Poche, sì, ma fondamentali. Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin, Rita Montagnana, Angela Gotelli e le altre non si limitarono a firmare un documento ma definirono i principi fondanti di quel documento e difesero i diritti femminili e sociali.

L’Articolo 3 dice: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. Non è solo un principio giuridico, è una bussola. Anche per chi, come noi, si occupa di turismo.
Perché il turismo responsabile nasce esattamente da lì: dalla domanda che quelle donne avevano già imparato a porsi. Chi beneficia davvero di questo? Chi viene incluso e chi viene escluso? Quali voci stiamo ascoltando e quali stiamo ignorando? Tutti i cittadini, permanenti e temporanei , hanno pari dignità?
Quando noi diciamo “turismo responsabile” non stiamo parlando di weekend ecologici o di mobilità lenta, anche quello, certo. Stiamo parlando di rimettere al centro le comunità, le donne che gestiscono imprese rurali in zone dimenticate, le guide che tramandano storie e memorie anche di resistenza, gli amministratori che decidono di ragionare dal basso , definendo insieme il percorso da intraprendere per far diventare la loro destinazione una destinazione turistica.

Il 25 aprile ci ricorda che la libertà non è un punto di arrivo: è un esercizio quotidiano. E noi, nel nostro piccolo, proviamo a praticarlo ogni giorno. Scegliendo di ascoltare i territori. Scegliendo di lasciare qualcosa di buono nei luoghi dove lavoriamo. Scegliendo di attuare pratiche sostenibili ed etiche, anche per quel che riguarda le transazioni economiche dicendo no alle banche che sostengono armamenti e si a quelle che investono nelle buone economie.
Lo facciamo pensando a tutte le donne che hanno costruito qualcosa in silenzio, spesso senza essere ringraziate.
Oggi le ringraziamo, perché ancora oggi per molte la libertà non è cosa scontata.
Pensiamo alle donne palestinesi che resistono sotto le bombe difendendo la propria terra, la propria famiglia, la propria dignità e la propria vita, e alle donne afghane a cui è stato sottratto il diritto all’istruzione, al lavoro, alle cure, alla presenza nello spazio pubblico: la loro lotta è parte della nostra memoria e del nostro impegno.”
E oggi promettiamo di continuare a costruire con la stessa cura di questi 26 anni di attività e la stessa ostinazione spazi di diritti, di confronto e di libertà.
Buon 25 aprile.”

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